I motivi per l‘incombente minaccia d’estinzione delle varietà
Se l‘ “Ordinanza del Dipartimento federale dell’economia (DEF) sulle sementi e i tuberi-seme” dovesse davvero entrare in vigore in maniera più restrittiva, già l’anno prossimo, 150 varietà antiche di ortaggi e patate potrebbero essere bandite dal mercato svizzero. Con questo sarebbero minacciate dal 30 al 40 percento delle varietà proposte e sostenute da ProSpecieRara. Quanto questo processo può andare in fretta, l’hanno mostrato chiarimenti fatti in merito alle patate: 5 delle 14 varietà porta
Perché ProSpecieRara lancia la campagna „Biodiversità per tutti“ proprio ora, che la salvaguardia di antiche varietà e razze é praticamente un tema onnipresente?All’inizio del 2009 ProSpecieRara ha ricevuto l’esortazione, di registrare le varietà di patate, che sono al momento in commercio o saranno messe in commercio in Svizzera, per redigere una “lista della salvaguardia svizzera”. Questa pretesa faceva ovviamente parte della messa in prativa più restrittiva dell’ “Ordinanza del Dipartimento federale dell’economia sulle sementi e i tuberi-seme”. In particolar modo si tratta dell’articolo 29.
ProSpecieRara ha dato seguito a questa richiesta portando una scelta di 14 varietà alla registrazione. In realtà nella collezione delle varietà salvaguardate da ProSpecieRara ci sono oltre 80 varietà di patate di diversa provenienza. Prima della registrazione è quindi stata fatta consapevolmente una selezione rigorosa. Quando poi però 5 delle 14 varietà non hanno ricevuto l’ammissione, è stato un brusco risveglio. Sono state rifiutate quelle varietà che non provengono dalla Svizzera, e che nei rispettivi paesi di provenienza sono ancora reperibili in piccole quantità sui mercati locali.
A questo punto bisogna però aggiungere, che in realtà la Svizzera possiede un’unica varietà, coltivata e ammessa in Svizzera: la patata Blu di San Gallo. Il caso vuole che questa varietà sia il risultato di un incrocio tra due varietà ProSpecieRara, che in passato, grazie all’atteggiamento liberale delle autorità di ProSpecieRara e delle persone incaricate della salvaguardia, ha potuto essere salvaguardata per gli ultimi 26 anni.
Perché molte delle varietà ProSpecieRara sono minacciate da questo divieto di commercio? Le varietà ProSpecieRara sono varietà locali e paesane o varietà commerciali tradizionali, che, a causa della loro variabilità genetica, non corrispondono a certi criteri (vedi sotto). I primi tentativi di imporre le restrizioni dell’articolo 29, hanno dimostrato che nella formulazione non sono state considerate le varietà commerciali tradizionali, che spesso non corrispondono ai criteri delle varietà moderne e la cui distribuzione non si era mai limitata ad un paese preciso. Queste varietà cadono tra le maglie dell’attuale disposizione e diventano così vittima della restrizione legale. Specialmente per quanto riguarda l’uniformità genetica, quasi tutte le varietà ProSpecieRara vengono bocciate, al contrario delle moderne varietà ibride. Proprio questa proprietà – la diversità genetica – rende queste varietà così interessanti per i coltivatori, poiché da loro possono venire coltivate molte nuove varietà.
Una conseguenza diretta dell’attuale norma è, che queste varietà ProSpecieRara, come accennato, non possono far parte della lista di commercio ufficiale, che in futuro sarà un fattore decisivo per la distribuzione di queste varietà. Di conseguenza queste varietà non potranno più venire coltivate e vendute in Svizzera. Così si perde la possibilità di salvaguardare la biodiversità attraverso la coltivazione. È quindi evidente esigere, che per le varietà tradizionali si rinunci ad una lista, che in un modo o nell’altro sia restrittiva.
Quali sono i criteri secondo i quali le varietà possono venire commerciate?Secondo l’attuale Ordinanza del Dipartimento federale dell’economia sulle sementi e i tuberi-seme, solo varietà che sono ufficialmente registrate in un paese dello spazio UE possono venire messe in commercio. Affinché le varietà possano venir registrate, devono corrispondere a dei criteri ben definiti. Si parla di criteri-DUS. “D” sta per “different = differenziabile”, il che significa che la varietà deve differenziarsi da tutte le altre varietà, già registrate. “U” sta per “uniform = uniforme”, il che significa che la varietà deve essere omogenea e “S” sta per “stable = stabile” il che significa che la varietà deve essere stabile sull’arco delle generazioni e quindi mantenere e passare oltre le proprie caratteristiche.
Se una varietà rappresenta queste tre caratteristiche, dopo la registrazione viene messa nella lista per le varietà commerciabili, che viene poi pubblicata. La registrazione di una varietà viene solitamente richiesta da un coltivatore, che vuole commercializzare la varietà. Questo coltivatore è poi responsabile per la salvaguardia della suddetta varietà. Una volta che una varietà si trova sulla lista ufficiale, può venire moltiplicata e venduta da tutti gli interessati.
Perché finora ProSpecieRara ha sempre potuto offrire la propria vasta diversità di ortaggi e patate nel proprio catalogo delle varietà, ai mercati delle piantine e addirittura tramite la Coop? Fino ad oggi le autorità svizzere seguivano, per quanto concerneva l’articolo 29 dell’Ordinanza del Dipartimento federale dell’economia sulle sementi e i tuberi-seme, a differenza della maggior parte dei paesi dell’UE, una politica liberale. Nella messa in pratica veniva finora sempre data la priorità alla conservazione, alla diffusione ed alla disponibilità della diversità delle sementi per i consumatori. Non c’era nemmeno un bisogno diretto di azione, poiché tutti i partner di commercio, ProSpecieRara compresa, si attenevano alle condizioni legali, come la garanzia dell’autenticità delle varietà, la salute, la qualità e la germinabilità delle sementi offerte. Questi importanti punti venivano sempre controllati anche nelle semenze ProSpecieRara vendute.
Perché il comportamento della Svizzera, per quanto concerne la messa in pratica dell’Ordinanza del Dipartimento federale dell’economia sulle sementi e i tuberi-seme, è cambiato, rispetto a prima? La nuova posizione delle autorità svizzere è una reazione alla legge sul traffico di sementi dell’UE, che è entrata in vigore nel 2008. Questa prevede che la messa in circolazione di sementi nell’UE sia molto più restrittiva, rispetto a quanto effettuato finora in Svizzera. Questa legge deve ora venir messa in pratica, il prima possibile, nei paesi dell’UE.
Se la Svizzera assume i diritti dell’UE, rispettivamente adatta le proprie leggi a quelle dell’UE, resta solo la possibilità di categorizzare le varietà come varietà locali e paesane, il che farebbe sì, che figurerebbero su una lista di varietà salvaguardabili (“conservation varieties”). Ogni paese può creare per sé una tale lista, e permettere il commercio di queste piante in dimensioni limitate. Il grande problema di questa lista è però, che può comprendere solo varietà che hanno la propria origine nel rispettivo paese.
Per le varietà ammesse valgono quindi restrizioni sia geografiche, che limitazioni nella quantità di produzione e di commercio. Sta proprio qui il problema per la biodiversità delle varietà. Quanto ProSpecieRara ritiene una varietà salvaguardabile, non prende solo in considerazione la regionalità di questa, ma dà anche molto peso all’interesse che potrebbe suscitare questa varietà tra i clienti in Svizzera. L’obiettivo primario era, e rimane tuttora , quello di rendere per tutti possibile l’accesso a interessanti varietà salvaguardabili, degne di coltivazione, nei limiti delle condizioni ecologiche in Svizzera.
Le varietà non si sono mai fatte ostacolare da confini politici. Da sempre sono state commerciate oltre i confini dei paesi. Se non fosse stato così, oggi non potremmo coltivare niente, oltre a piselli e fave. Per molti ortaggi, come pomodori, zucchine, peperoni, ecc., il criterio “origine Svizzera”, è molto discutibile. L’origine della maggior parte delle piante coltivate, per giunta non è solamente al di fuori dei confini del paese, bensì su altri continenti (p. es. pomodori, patate, mais, peperoncini …). Se si accettasse il criterio della limitazione geografica per l’ammissione di varietà salvaguardabili, l’offerta di antiche varietà tradizionali si ridurrebbe a una manciata di varietà.
L’azione “Biodiversità per tutti” vuole attirare l’attenzione pubblica proprio su questo punto. ProSpecieRara ha controllato tutto il proprio assortimento di varietà per quanto concerne il criterio “origine estera”. Da questo controllo risulta che, l’attuale offerta di ortaggi ProSpecieRara, diminuirebbe del 30 fino al 40 percento e l’accesso a queste varietà non sarebbe più possibile per i clienti svizzeri. Una produzione di sementi sarebbe permessa solo all’estero, il che priverebbe l’agricoltura svizzera della possibilità di una produzione nicchia.
Quale influsso hanno queste restrizioni legali sui vincoli internazionali che la Svizzera si è impegnata a rispettare per la salvaguardia della biodiversità? Nel 1992 la Svizzera ha firmato la Convenzione sulla biodiversità, la quale impegna ogni paese a salvaguardare la propria biodiversità di piante e animali. Finora la Svizzera, per quanto riguarda la messa in pratica di questa convenzione, si è comportata in maniera esemplare, mettendo a disposizione risorse per raggiungere a livello nazionale, gli obiettivi predefiniti. Questi piani prevedono, oltre alla salvaguardia, anche l’utilizzo delle risorse genetiche, senza le quali, una salvaguardia sarebbe insensata. Diventa così sempre più difficile comprendere, perché proprio nell’utilizzo della biodiversità, le difficoltà diventino sempre maggiori. Questo comportamento si oppone anche alla posizione ufficiale della Svizzera, per quanto riguarda la domanda dell’Accordo Internazionale (IT), che dovrebbe regolare l’accesso alle risorse genetiche. Qui la Svizzera s’impegna specialmente nell’ambito dell’articolo 6, che riguarda in particolar modo l’utilizzo sostenibile delle risorse genetiche.
Come si è giunti a queste leggi restrittive nel mercato delle sementi? Il mercato delle sementi è uno dei mercati più controllati e regolamentati del mondo. Inizialmente queste norme, servivano per proteggere gli agricoltori da sementi di “scarsa“ qualità, e favorire le varietà di qualità – un obiettivo importante e comprensibile, nei tempi della “Battaglia di coltivazione” degli anni 1930, fino ai tempi della “Rivoluzione verde”, quando l’incremento del raccolto era l’obiettivo primario della politica agricola. Anche le basi delle leggi sulle sementi sono nate in questo periodo. Oggi però, la Svizzera (come anche la maggior parte dei paesi dell‘UE) ha come obiettivo, anche la salvaguardia della biodiversità delle piante coltivabili (Convenzione sulla biodiversità). L’obiettivo di eliminare le varietà antiche, è quindi diventato obsoleto. Perciò l’interpretazione e la messa in pratica della legge sulle sementi, devono considerare anche queste condizioni di base generale, che sono cambiate sull’arco degli anni.